venerdì 20 marzo 2009

Riardo - Vairano Patenora – Pietravairano (120km)












Il tour dei Castelli parte dalla splendida roccaforte di Riardo. Se si arriva dalla Casilina, imboccato il bivio Pietramelara - Riardo, superato lo stabilimento della Ferrarelle, quella che si presenta davanti è semplicemente una cartolina. Il borgo rifulge in tutta la sua luce e alla sommità il castello longobardo brilla e sovrasta tutto il paese. Mi arrampico con la moto nei vicoletti del borgo e arrivo fino alla sommità. Parcheggio e proseguo a piedi verso il Castello. Il Castello è bellissimo e tenuto anche discretamente. Le torri rotonde sono medievali, mentre la merlatura e zoccolatura sono in stile aragonese. Non si può accedere all’interno ma è consentito entrare nella parte antistante dove si notano ancora le feritoie nelle mura che un tempo dovevano consentire la difesa della città. Molte case nei pressi del castello sono state restaurate. Alcune sono diventate botteghe altri locali ospitano mostre permanenti. Tutto il borgo si caratterizza per una serie di viottoli lastricati secondo una struttura parallela, ma con delle stradine ancora presenti che si intersecavano perpendicolarmente e consentivano di passare da un quartiere all’altro del borgo. Molto probabilmente Riardo fu fondata prima del V secolo a.C. dagli Osci, anche se non vi sono documenti che lo provano. Il nome "Riardo" è un nome di origine greca e come tutti i nomi dell’epoca prende spunto probabilmente da una qualità della zona. Prima dell’occupazione romana, Riardo ebbe una lunga dominazione precedente. Probabilmente prima fu occupata dagli Osci, poi dai Sidicini ed infine dai greci. Certamente i Sidicini, antenati del popolo riardese, furono battuti nel 324 a.C. dai Sanniti che dominarono su Riardo fino all’arrivo dei Romani. Con i romani Riardo visse una fase di stallo e poi successivamente di declino in seguito all’incendio ad opera dell’esercito guidato da Annibale. Riardo fu infatti resa famosa da un incendio appiccato dalle truppe di Annibale. Nell’autunno del 217 a.C. Riardo fu saccheggiata, distrutta ed incendiata dal condottiero cartaginese. Dopo questo evento ci fu la nascita del villaggio attorno alle foci delle acque idrominerali
Il castello fu costruito attorno all’anno mille e qualche secolo più tardi cominciò la dinastia aragonese.
Il sabato pomeriggio, è ora di pranzo. Non c’è un’anima nel paese. Decido di passeggiarlo e di perdermi per le viuzze che si attorcigliano intorno al castello. Saluto qualche vecchietto che riposa stravaccato fuori la porta di casa, mentre qualche cane abbaia impaurito per la presenza dello “straniero”. Le case mantengono tutte le porte aperte e arrivano dall’interno rumori di stoviglie e di notizie dei telegiornali. Dopo aver ancora ripercorso a piedi un paio di stradine del borgo, mi rimetto in sella e mi dirigo verso Vairano Patenora. Da Pietramelara svolto verso Caianello, una decina di Km e sono a Vairano Patenora. Il paese che mi si presenta davanti agli occhi è moto simile a quello di Riardo. Un borghetto sul quale si erge un castello mastodontico e suggestivo. Mi consigliano di arrivarci davanti e proseguire per una strada di montagna anziché cercare il varco dal paese.
Il castello e' stato costruito nel secolo XI secolo da Ripandolfo VI. Si pensa che fosse molto grande visto che ospito' contemporaneamente Re Carlo I e Papa Gregorio X. L'aspetto era ben diverso dai resti attuali. C'e' chi presume che fu costituito da tre torri per riuscire a resistere agli attacchi dell'Abate di Montecassino.
Dopo aver visto l’insediamento di Vairano Patenora mi dirigo a Pietravairano ma quando chiedo informazioni alle persone del posto mi indicano la strada opposta a quella che stavo facendo. Mi suggeriscono si prendere la montagna e scalarla fino a Pietravairano. Il tragitto in verità è breve ma ricco di fascino. Con la moto non si può perdere. Pietravairano vista di faccia somiglia ad un pugno di case gettate nel cuore della montagna. Il borgo è molto affascinante. Mi fermo in piazza al Bar Sion a bere un caffè prima di salire sulle mura. Il Bar è un Bar d’altri tempi. Un compensato divido il vano in due parti, da un lato Bar dall’altro Supermarket. Bevo il mio caffè sono le tre del pomeriggio e salgo sulla rocca. Il cuore di Pietravairano si è sviluppato lungo la stradina che conduceva al castello. Il più importante resto del castello medioevale di Pietravairano è un torrione a base cilindrica. L’agglomerato medievale era circondato da mura, con numerose torri rotonde, che nasceva e finiva direttamente con il Castello che ancora oggi mantiene praticamente intatta la cortina con due porte, una verso il centro del paese e l’altra verso la montagna. La fortezza ospitava anche il carcere e nel suo interno, oltre alla torre a forma cilindrica c’è anche una piccola Cappella dedicata alla Santa Croce e grandi cisterne sotterranee per conservare l’acqua piovana. In questo ghirigori di viuzze attorcigliate mi perdo e mi affaccio dalla sommità della montagna per godere del paesaggio che si affaccia verso Pietramelara. Decido di tornare. Riparto con la moto ed invece di proseguire per Baia e Latina e Alvignano mi dirigo verso Formicola e attraverso tutto il Monte Maggiore. La strada è bellissima, ed è un vero piacere portare la moto in questo tragitto così caratteristico è bello. Domina il silenzio della montagna e del panorama.

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